È così che si fa (Giulia Rossi)
- dalibookblogger
- 27 apr 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 19 mag 2020
Una lettura che vi resterà addosso per un bel po', un testo che racconta la nostra società

Mentre guiderete in direzione dell’ufficio, o mentre preparerete la borsa per uscire, vi ritroverete a pensare a Federico e agli altri personaggi del libro. Perché i protagonisti di questa storia, raccontata in modo lineare ma abilmente strutturata allo stesso tempo, vi si insinueranno dentro. Ma soprattutto vi porranno delle domande a cui, volendo o no, dovrete dare delle risposte, e saranno del tutto personali. La potenza di questo romanzo sta proprio qui: ci spinge a riflettere su questioni che riguardano tutti noi, e da molto vicino. Questioni che sono diventate parte della nostra vita quotidiana, senza che neanche ce ne accorgessimo, ma di cui ci ostiniamo a sminuire l’importanza.
“In una giornata di sole come quella, di lì a quarant'anni, Vittoria gli avrebbe domandato perché non aveva ancora buttato quelle scarpe da vecchio. E sarebbero stati già vecchi. E avrebbero continuato a invecchiare anche scalzi. Solo un po' più ridicoli.”
I social, la curiosità morbosa, la ricerca di un colpevole
"È così che si fa" è la storia di Federico, insegnante di filosofia che, nel momento più difficile della sua vita, ha scritto una lettera di addio che, sfuggendogli dalla tasca lungo il corridoio della scuola, è stata trovata dagli studenti e condivisa sui social fino a diventare virale. La scuola indaga per scoprirne l’autore, la faccenda si ingrossa a tal punto da finire sui giornali, persino in tv. Tutta Italia si chiede chi abbia scritto quelle parole, in cui si accenna anche a un tradimento. Ed è qui forse, il punto centrale: l’interesse suscitato dalla lettera nell’opinione pubblica non è tanto legato alla possibilità di intervenire per aiutare l’autore a uscire dal baratro depressivo in cui si è ritrovato, ma è alimentata dal saperne di più su quel tradimento, avvenuto, come scritto nella lettera, in ambito scolastico. E qui, con un’analisi spietata della nostra contemporaneità, Giulia Rossi rappresenta la meschinità del sentirsi irrefrenabilmente attratti dal dettaglio scabroso, intimo, dalla morte degli altri, dalla voglia di giudicare, di dire la nostra. E della superficialità insita nell'abitudine di saltare da una notizia all’altra, senza approfondirne davvero nessuna.
Esiste un'unica verità: non esiste un'unica verità Se è vero che Federico ha compiuto uno sbaglio nel sentirsi attratto da una giovane studentessa, e di primo acchito saremmo pronti a condannarlo, l’autrice scava sulle motivazioni di quel rapporto, ci avvicina a Federico e ce lo fa conoscere in ogni fragilità, nelle sue quotidiane difficoltà, così che senza nemmeno accorgercene finiamo col credere nella sua buonafede, iniziamo a lottare con lui, a sperare che tutto si risolva per il meglio. Perché in fondo non esiste una verità assoluta, esistono tante verità diverse e sono quelle di ognuno di noi. L’abilità dell’autrice è quella di spingere il lettore a identificarsi a turno in ognuno dei personaggi: Vittoria, la moglie tradita, col suo carico di dolore; Matilde, l’adolescente invaghita del suo professore, e incredibilmente ci ritroveremo a tifare per tutti, pur assumendo ognuno di loro posizioni diametralmente opposte. Ed è qui il complesso gioco che sostiene l’intero romanzo.
Perché leggere "È così che si fa"
"È così che si fa" è un romanzo attualissimo, che parla di noi e della nostra società. Giulia Rossi racconta tutto questo in modo lucido e consapevole, mostrando le pieghe nascoste nella vita di ognuno, la curiosa morbosità legata al mondo dei social network, la costruzione di una verità che appare più complessa di quanto possa sembrare, la ricerca di un colpevole da condannare, su cui scagliare le nostre frustrazioni, le sfumature e i contrasti che si nascondono dietro una realtà che vorremmo perfetta, ma che si incrina più spesso di quanto potremmo immaginare.
Comments